Clan Le Nuove Dimensioni -Euromoot 2019 Rome-

Dalle ultime attività estive, una particolare lettura dell’Euromoot 2019 da parte di un rover del Clan Le Nuove Dimensioni Gruppo Scout Meolo 1
Potrei scrivere il solito articolo banale, dissimulatore, ottemperante, ma non mi va; oltre per il fatto che dovrei ripetere il verbo “abbiamo” (fatto, mangiato… ecc.) centomila miliardi di volte, anche perché l’Euromoot 2019 risulterebbe da terzi un’esperienza non all’altezza di ciò che realmente è stata.
“Siamo partiti il 28 agosto 2019 per l’Euromoot 2019, che riunisce fuochi e clan d’Europa, alle ore 8:00, di una giornata uggiosa-piovosa-pronti per partire per questa nuova avv…”
Uouo uooo, stooop!!!!
Io ve l’avevo detto che era noioso così!
Bene, ora che vi ho convinti e mi avete dato il permesso di raccontare a modo mio (l’avete letto voi “stop”, non io…), posso iniziare.
 
 
Piazza San Pietro
Base Euromoot
Inizio dalla fine.
Uno dei momenti in cui uno scout pensa a ciò che è ed a cosa sta facendo è quando vede tante persone come lui. Tante.
Non vi scoccerò come succede ad un lupo mentre guarda il Bandar-log (il popolo delle scimmie) quando cerca di darsi una legge. Non vi ammalierò aggiungendo finti aggettivi di emozioni romanzate.
Vi dirò che la visione della Piazza di Roma così ghermita in un tripudio di colori (dei fazzolettoni abbinati al celeste ed al kaki), quasi ad essere all’interno di un’opera espressionista (per l’uso stravagante dei colori nei fazzolettoni), fa pensare.
Pensare e basta. Ognuno di noi sa a cosa ha pensato, glielo si può chiedere.
Partire, zaino, fatica, sudore, fame, sete, sole, pioggia???
Soddisfazione, servizio, risata, condivisione, benessere, cantare, sorriso, scolte/rover…
Se non la quintessenza (il significato più puro) dell’Euromoot, spero che ne sia stata estrapolata almeno la semplice essenza. Il fatto è che è solo partecipando a questi momenti che si può capire lo scoutismo e raccontarlo non è la più facile delle imprese. Noi abbiamo fatto del nostro meglio, con le parole, ma lo faremo soprattutto con le azioni.
 
 
Beh, la parte più difficile è stata scritta, ora magari si può raccontarvi qualche divertente aneddoto.
Potrei raccontarvi di quando ci siamo dovuti mettere un turbante in testa sotto il sole magmatico allo zenith per poter cucinare nell’area designata.
Oppure di quel fuoco di bivacco con turchi, romani, tonni, fagioli, donnole, veneti, esplosioni…
Oh, eccovi serviti invece: un rover si fece male alla caviglia mentre, assieme al suo clan, aveva risposto alla chiamata d’aiuto per un servizio al campo base.
Subito dopo ci fu la SS.Messa all’aria aperta. L’infortunato dovette essere trasportato con una pseudo-sedia a rotelle, diciamo pure carriola e, nel trasporto, cadde ruzzoloni mentre si appropinquava con calma verso la platea, ricevendo come risposta una sghignazzata da parte del suo clan che lo supervisionava da lontano, nel bel mezzo della SS.Messa…
Mi sento e preferisco usare il mio nome giungla, lo sento più appropriato e poi è più artistico, anche se probabilmente e purtroppo qualcuno aggiungerà quello vero a fianco…
 
Phao
(Guido Ziggiotti ndr)
Sala Nervi

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