A me non andava tanto, ma tu eri contento e ti piaceva, e hai contagiato tutti nella scelta.
E così è stato: eravamo la nuova squadriglia dei Gheppi.
E il grido? Non mi piaceva nemmeno quello, ma ancora tu, hai coinvolto tutti con la tua spontaneità e allegria.
Ecco: “Sempre pronti alla caccia”.
Solo dopo tanti anni, ripensando a quel grido, ho capito che conteneva il motto degli Scout “Sempre pronti” e parte del saluto “Buona Caccia”.
È stato lo scoutismo a far nascere la nostra amicizia ed a renderla solida negli anni, giacché abbiamo condiviso parecchia strada e molte avventure.
Quando ho dovuto assolvere all’anno di leva, il Branco Lupetti era stato appena aperto, e te lo sei preso sulle spalle al posto mio.
Credo che non sia stato facile vista la poca esperienza che avevamo. Che coraggio!
Alle ricorrenze scout eri sempre presente, perché la fiamma del giglio che sentivi dentro non l’hai mai spenta, e hai sempre voluto essere censito, scout sempre.
Mi sei stato vicino, in tante occasioni.
Appena serviva qualcosa eri già pronto, non era necessario neppure chiamarti, te ne accorgevi sempre prima.
Periodicamente ci si sentiva, se uno non chiamava, chiamava l’altro.
Io lo sapevo che c’eri, sempre.
E il nostro parlare era sincero, onesto, diretto, franco.
Questa era l’amicizia in cui credevi, me ne parlasti una sera in macchina.
Avresti dato la vita per un amico, così hai detto.
In quel momento si sentiva che dicevi la verità, parlavi sul serio, capivo che veniva dal tuo cuore ed era proprio quello che avresti fatto.
Ora sono più povero perché un amico è un tesoro, un tesoro che abbiamo condiviso per 45 anni, e che ora non ho più.
Avremmo tante cose da dirci, ma non vorrei trattenerti.
Ti ricorderemo sempre.
Il Signore ti avvolga nel suo abbraccio eterno e, anche se non so quale sentiero tu stia percorrendo ora, ricordati
“Sempre pronto alla caccia”
Zig