Dopo un lungo viaggio in treno comincia la nostra avventura che ha come punto di partenza Siena, luogo caro a noi scolte in quanto città natale della nostra patrona: Santa Caterina.
In seguito ad un bel pranzo ci siamo concesse di fare le turiste e girando tra tradizioni e cultura siamo arrivate sino alla piazza dove stavano allestendo il celeberrimo palio.
È stato emozionante vedere i luoghi in cui è vissuta S. Caterina e ammirare poi gli affreschi della chiesa a lei dedicata, che ritraevano la sua vita, ci ha permesso di scoprirne nuovi aspetti.
In meno di un momento ci siamo ritrovate a coricarci pronte e cariche per iniziare ufficialmente il nostro cammino.
ACCOGLIENZA e OSPITALITÀ
Zaino in spalla e si parte: destinazione Ponte d’Arbia
Il secondo giorno comincia con 30 km che, anche se non sono stati una passeggiata, ci hanno comunque donato paesaggi mozzafiato e tanti sorrisi da parte delle persone che ci hanno aiutato offrendoci anche semplicemente un goccio d’acqua fresca.
Durante il cammino non siamo mai state sole, abbiamo incontrato molti altri pellegrini di varie età e provenienti da diverse parti del mondo che abbiamo ritrovato poi all’ostello presso il quale abbiamo pernottato. Molti sono stati i momenti di convivialità che ci hanno permesso di conoscere meglio le persone che condividevano con noi l’esperienza della Via Francigena. Con alcuni di loro abbiamo proseguito il cammino anche il giorno successivo verso San Quirico d’Orcia.
COMUNITÀ E SVAGO
Il terzo giorno di route abbiamo continuato il nostro cammino lungo la Via Francigena passando per Buonconvento e Torrenieri arrivando infine, dopo 26 km, a San Quirico d’Orcia. Siamo state ospitate presso la parrocchia del paese e proprio in questo luogo è entrata a far parte della nostra comunità, firmando la carta di fuoco, anche Alessia. Per concludere al meglio questa cerimonia nella notte di San Lorenzo non poteva mancare una fantastica veglia alle stelle in cui abbiamo riconosciuto varie costellazioni e ammirato il cielo in tutto il suo splendore.
Quando la giornata sembrava fosse giunta al termine, abbiamo sentito una musica che ci ha fatto dimenticare la fatica e i piedi doloranti e non abbiamo esitato a unirci alla festa in piazza, ballando e cantando con i paesani.
VESCICHE NEI PIEDI, AVVENTURA NEL CUORE E LACRIME AGLI OCCHI
Durante il viaggio di ritorno non abbiamo potuto fare a meno di fermarci a Firenze e visitare la chiesa di Santa Maria del Fiore, ammirare la cupola del Brunelleschi e passeggiare lungo Ponte Vecchio.
Numerosi sono i paesaggi che abbiamo potuto contemplare e i colori che ci hanno accompagnato, come il bianco del sentiero, il giallo dei campi, l’azzurro del cielo. I colori più belli, però, sono stati quelli degli zaini delle varie scolte che ci precedevano e ci spronavano a continuare il nostro percorso; anche un semplice sorriso, una stretta di mano di un’amica, ci hanno aiutato a non sentire il peso della fatica e ad affrontare le varie disavventure del viaggio.
Anche se la route era conclusa, durante il nostro viaggio di ritorno riecheggiavano sempre in noi le emozioni vissute e le varie avventure trascorse, accompagnate sempre da risate e sorrisi.
Fennec Aitante e Kawah Ijen Sfavillante